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Dietologia come Strategia di Business per la Farmacia

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Il farmacista, grazie alla dietologia moderna, può trovare spunti interessanti di riflessione per offrire un consiglio concreto ai pazienti obesi che chiedono il suo parere.

Come ad esempio scoprire che una barretta di cereali consumata a metà pomeriggio può essere fondamentale per invertire la piramide alimentare del paziente e aiutarlo a ritrovare un sistema dietetico in equilibrio.

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Prefazione: questo articolo si basa sugli elementi raccolti nel corso di un’intervista con il Dr. Gianluca Macario – Medico Nutrizionista, Medico di Pronto Soccorso all’Ospedale di San Donato Milanese, musicista e interprete teatrale. Di seguito riporto un link sullo spettacolo tenuto all’Auditorium Padre Reina di Rho.

Colazione da re, pranzo da principe e cena da povero, come ci siamo inventati l’obesità

Rispetto agli anni passati, la dietologia ha fatto passi da gigante, facendo evolvere in modo formidabile il concetto di schema dietetico, che in precedenza era essenzialmente circostanziato alla selezione di una lista di cibi che il medico prescriveva al paziente sulla base dei suoi parametri fisiologici, come: l’indice di massa corporea, massa grassa, peso, percentuale d’idratazione e valutando le sue necessità metaboliche.

In pratica, nel tempo si è poi capito che il modo di alimentarci è invece strettamente connesso al nostro comportamento quotidiano, il quale è differente nel caso che il soggetto svolga un lavoro impegnativo, con tempi stretti e serrati, piuttosto che un’attività più programmata, con la possibilità di inserire anche momenti di maggiore distensione o di distrazione.

Il primo e il secondo contesto di vita sono evidentemente diversi, sia sotto l’aspetto delle necessità e del consumo energetico ma, si è scoperto da qualche anno, che ciò è ancor più dipendente dalla sequenza temporale con cui avviene questa richiesta energetica da parte del nostro corpo nell’arco della giornata.

Si è quindi anche capito che, applicare uno schema dietetico tradizionale, unicamente basato su una lista alimentare programmata, può ricondurre a risultati opposti a quelli sperati e che, anche se portato avanti con attenzione, uno schema dietetico in molti casi induce il paziente a rinunciare nel tempo o a ribellarsi a quanto prescritto dal medico.

La dietologia

La dietologia è una scienza relativamente moderna, con circa 50 anni di storia, è spesso rappresentata da casi di fallimento, con frequenti casi in cui il paziente non è nel tempo riuscito a osservare le prescrizioni dietetiche del medico e uscendo dallo schema di alimentazione che gli era stato indicato.

Si chiama effetto rimbalzo o effetto yo-yo, noto anche come ciclicità del peso, dove avviene una perdita e riacquisto ciclico di peso corporeo in seguito a diete eccessivamente ipocaloriche (cioè a basso tenore di calorie).

Dietologia moderna

La dietologia moderna ha creato quindi un nuovo modello che, partendo dallo studio del paziente, dalle sue abitudini di vita e dall’analisi delle capacità di adattare il suo comportamento al contesto in cui vive, progetta una terapia sistemica.

Cerca di individuare e di risolvere il disagio che il paziente avverte nello svolgere questo suo sforzo di adeguarsi alla situazione circostante. In pratica, la dietologia, cerca di fornire al paziente un sistema di alimentazione da adottare nella giornata, piuttosto che sostituire gli alimenti che lui ordinariamente assume con altri.

E’ possibile fare un’analogia con la psicoterapia, dove normalmente il medico cerca di individuare nel paziente lo stimolo iniziale e il meccanismo reattivo che lui adotta quando è depresso, aiutando il paziente stesso a evolvere e a uscire dalla situazione di disagio.

La dietologia moderna, infatti, cercando di capire quale è lo stimolo che porta il paziente ad alimentarsi di più (perché l’obesità è il risultato di una iperalimentazione!) e riuscendo a rendere il paziente consapevole del momento in cui ciò avviene, riesce concretamente a risolvere il problema alla radice, evitando l’effetto rebound.

Normalmente, quando il nostro fisico rileva una diminuzione delle forze, attiva uno stimolo ipoglicemico e quindi la richiesta di alimentarci. In alcuni pazienti, questo può accadere anche quando lo stimolo proviene da altre fonti come un momento di solitudine oppure al contrario di eccitazione, dando luogo alla circostanza più dannosa per la nostra salute, perché si introduce cibo quando il corpo non avrebbe effettivamente la necessità di essere alimentato.

In una situazione normopeso, lo sconforto o l’euforia potrebbe trovare sfogo nel colloquio con un familiare, giocando una partita al pallone o in una serata di ballo, mentre in una situazione di obesità spesso si sfoga con l’assunzione di cibo, particolarmente energetico, come i dolci o i farinacei.

Dietologia: la razionalità per alimentarsi correttamente

Per questo motivo il sistema alimentare preferibile è quello che prevede un comportamento di base razionale, che inizia ad alimentarsi nel momento migliore e cioè il risveglio, che è anche la circostanza dove c’è bisogno del maggior apporto nutrizionale, per proseguire poi con altre tappe alimentari programmate nel corso di tutta la giornata.

Colazione da Re

Oltretutto, poiché gli stimoli psicologici e depressivi o comunque di risposta funzionale si manifestano quasi sempre la sera a seguito degli eventi accaduti sul lavoro, se nel corso della giornata la persona ha mantenuto un sistema di alimentazione corretto, il paziente non introduce ulteriore cibo perché non si trova in stato ipoglicemico ed è già in una situazione di soddisfazione del bisogno alimentare.

Questo risultato, si ottiene nel 90% dei casi rendendo il paziente consapevole che deve reagire all’inappetenza della mattina, alimentarsi gradualmente anche a metà mattina (perché lo spuntino di metà mattina è quasi più importante del pranzo), crearsi uno spazio adeguato da dedicare al pranzo e poi concludere il proprio sistema alimentare con una cena più povera.

Consapevolezza che si raggiunge ancor più facilmente se si convince il paziente a tenere un registro o diario di quello che mangia.

Da un’indagine che abbiamo condotto recentemente è emerso un macroscopico paradosso. I cibi più calorici sono quelli che statisticamente vengono assunti più velocemente (una piadina da 800 calorie, viene spesso mangiata in 3’ 30”).

Questa tipologia di piatti, quindi, dovrebbe essere mangiata a pranzo e non a cena, cioè quando il tempo è limitato e non quando il metabolismo viene bloccato, perché il paziente si siede sul divano, di fronte alla tv, oppure va a dormire e il corpo non utilizza più le calorie introitate.

La dietologia sistematica

Il modello proposto dalla Dietologia Sistematica è quindi quello di mettere il paziente in condizione di invertire nei mesi quella che è chiamata piramide calorica.

Piramide calorica che significa, nel detto più antico: Colazione da re, Pranzo da principe e Cena da povero.

Mentre nel diario alimentare a schema dietetico si esaminava l’alimentazione del paziente, i nutrienti, gli zuccheri, le proteine, ecc., nel diario alimentare piramidale si analizza la cronologia calorica e cioè quanto e quando il paziente distribuisce e suddivide le calorie nel corso della giornata, con l’obiettivo di ricondurlo al comportamento corretto.

Chi combatte l’inappetenza alla mattina, risulterà alla sera inappetente, chi al contrario alla mattina si mette al lavoro bevendo unicamente un caffè, alla sera avrà una fame da lupo e si mangerà anche le gambe del tavolo, salvo poi aver dormito male, con il reflusso esofageo, perché lo stomaco di notte deve essere vuoto per comunicare al cervello il comando “riposa” e ritrovarsi inappetente al mattino e procrastinando il sistema.

Buona parte di questo comportamento è legato allo sviluppo della civiltà umana e alla maggiore disponibilità di illuminazione, prima con il fuoco, il petrolio e le candele, oggi con l’elettricità.

L’obesità è un circolo vizioso

Infatti, nel mondo moderno l’obesità è diffusa perché sempre di più si è abituati a tenere il pasto principale la sera tardi. E’ un circolo vizioso, più si introducono calorie la sera, non le si utilizza e si ingrassa, e più i centri della fame sono inappetenti al risveglio e non desiderano fare colazione, perché questa coda calorica che nella notte non viene utilizzata prosegue a soddisfare il bisogno energetico già dal mattino.

Case History: l’alimentazione sregolata modifica la percezione dei dettagli

Un altro studio che abbiamo condotto in questi anni ha preso in analisi il comportamento di 20 dirigenti di una società che erano stati convocati tutti una sera per la convention aziendale, di cui 10 di loro erano obesi e 10 normopeso sportivi.

Interrogati con poche domande sul comportamento alimentare adottato nel corso della giornata antecedente la cena, si è notato che gli obesi avevano anticipato una forma di digiuno preoccupati di “dover poi mangiare necessariamente durante la cena”, mentre i normopeso sportivi avevano mangiato in modo consueto anche durante il giorno.

Con il suo modo di fare, l’obeso ha generato un doppio danno al suo corpo: il primo quello di assumere cibo in quantità significativa durante la cena e il secondo quello di produrre uno stato di inappetenza il giorno successivo. L’obeso osserverà con invidia il comportamento del normopeso obiettando che, nonostante i suoi sforzi nel sostenere il digiuno durante il giorno precedente, lui invece è ingrassato.

L’esperimento è poi proseguito introducendo nella serata 5 particolari non comuni: tutti i tendaggi bianchi e uno rosso, tutti i camerieri con la cinta nera e uno rosso, tutti i tavoli arredati con bouquet di fiori e uno con delle piante grasse, tutte musiche pop di sottofondo salvo un brano tratto da Bizet, con il Direttore del Personale che visitava i tavoli raccontando aneddoti della sua vita salvo inserire la narrazione di un evento stravagante.

I risultati

Ebbene, i 10 dirigenti normopeso sportivi avevano riconosciuto tutti e 5 i particolari citati, mentre i dirigenti obesi arrivano ad individuarne al massimo 2, a dimostrazione che l’inappetente (ossia i normopeso sportivi) erano stati maggiormente in condizione di seguire la serata e avevano presto meno attenzione al cibo che veniva servito.

D’altronde già nell’antica Roma i banchetti nelle case patrizie si protraevano tutta la notte e spesso fino alla mattina successiva, mentre in periferia ogni lumino veniva attentamente spento dopo le 6 della sera, ora in cui si andava a dormire, laddove l’ora nona, che era il momento della cena, era collocata nel pomeriggio intorno alle 15. Un comportamento sociale che dove si distingueva un ceto di benestanti che ostentava la sua pinguedine ed al contrario una classe di soldati che sottostando a direttive e regole precise, erano robusti, muscolosi e con notevole resistenza fisica.

La piramide calorica è un meccanismo fisiologico che oltre a farti perdere massa grassa ti fa acquistare massa muscolare.

Come suddividere i nutrienti dei pasti?

In conclusione, il suggerimento di base che possiamo consigliare come linea generale di comportamento comune, è quello di impegnarsi a mangiare tutto ciò che si desidera alla mattina: liquidi, zuccheri, proteine, ecc., interrompere la mattinata con l’integrazione di vitamine e sali ad esempio con un frutto, dedicare un tempo adeguato per mangiare un piatto di carboidrati a pranzo, integrare il proprio sistema nel pomeriggio con l’assunzione di una barretta di cereali e  concludere la giornata con la cena mangiando eventualmente qualche proteina, insieme a molti ortaggi.

Gli ortaggi sono i migliori alimenti che la natura ci fornisce, a basso contenuto di calorie, ricchi di vitamine e fibre alimentari che non necessitano di funzioni digestive per progredire nel tubo digerente.

MMAS Farmacie: l’offerta di prodotti dietetici nei punti vendita

In farmacia si propongono molti prodotti a supporto di diete e programmi alimentari specifici, che il farmacista stesso può selezionare e consigliare al consumatore, accrescendo il valore del servizio e della propria offerta.

Infatti, dal censimento MMAS Farmacie (indagine condotta su 18.755 esercizi italiani) emerge che, quasi la totalità degli esercizi tratta prodotti alimentari dietetici e integratori per adulti.

Solo il 7,2% è organizzato per proporre un servizio specialistico al consumatore, con la presenza di un nutrizionista (un dietista o meglio ancora un dietologo) e un corner attrezzato adeguatamente per questa tipologia di servizi.

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#MMASFarmacie: il 7,2% dei punti vendita è organizzato per proporre un servizio specialistico al consumatore, con la presenza di un nutrizionista, dietista o dietologo e un corner attrezzato adeguatamente per questi servizi | #B2B… Condividi il Tweet

Articolo di GianPaolo Macario, @gpaolomacario (pubblicazione su Bellezza in Farmacia, mte edizioni).


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